Pur essendo commerciante da sempre, M.K. era piuttosto stralunato, in quel momento. I suoi pensieri suonavano più o meno così:
<< E' dura credere che dietro ad ogni diverso barattolo di sugo ci siano, tra le altre cose: un raccolto di pomodori, animali tritati, camion e camionisti per i trasporti, capannoni colmi di macchinari, contratti, imprenditori, segretarie, imprese di pulizie...
Non è che ci si faccia molto caso, poi. Si infila in modo asettico il barattolo nel carrello dando semmai un'occhiata al prezzo.
Impressionante. Per ogni cosa quaggiù, dentro a questo supermercato che cola plastica, ci sono vite, soldi, abitazioni, luoghi di ritrovo, lavoratori. Tutti sono ciecamente fiduciosi in me, sanno che io andrò ad acquistare il loro gingillo commestibile.
Poso il barattolo. Cazzo, devo essere rimasto almeno 5 minuti fermo con quel coso in mano. C'è una vecchia che mi scruta come se avessi appena mangiato suo figlio vivo. Spostarsi diventa una necessità.
In pratica, noi siamo il fine immutabile, la costante imprescindibile della vita di una miriade di persone. Intendo noi qui, in questo edifico costruito apposta per il dimagrimento portafogli. Provo ad immaginare il contrario, la casalinga che esce di casa con un pollo, lo passa alla cassiera che le mette in mano le banconote. -"Queste sono fresche, come si facevano una volta"-. La casalinga che ride, prima di mangiarsi metà foglio da 10 € con bocca contratta nella smorfia del desiderio appagato. Il filo di bava da una parte, l'occhio che sbarella per un attimo.
Bene, sto flippando.
C'è una tensione di fondo, un fischio tangibile che aleggia sempre. L'effetto è quello di essere perennemente nella porzione di film antecedente al colpo di scena, nell'attesa di qualcosa, forse, boh, un segno divino, un terremoto, un tipo in calzamaglia coi baffi e gli occhiali finti che spunta da sotto un tombino e dice "Tranquilli,era tutto un scherzo"
Oppure, l'ennesimo padre di famiglia che estrae il fucile e uccide così, a vanvera. Una testa lì, un braccio laggiù... un safari insomma. La rivisitazione molto avanguardistica di un safari, per essere più precisi.
Non accade niente di tutto ciò, come potete immaginare. L'unico fatto degno di nota è l'urto tra una padella antiaderente e un signore semiannegato nella sua stessa sciarpa. Il resto è occupato dagli sguardi tristi e bassi delle cassiere.
Carrello insistentemente vuoto. I commessi mi guardano storto, rappresento probabilmente un assassino nella loro scala di valori. Io invece me la gusto, sto parlando da venti minuti con un carrello. Ed è una conversazione di gran lunga più interessante di tante altre. Il carrelo è stortissimo e scricchiola come i cancelli rugginosi dei giardini pubblici, le porte continuano a vomitare persone impacchettate, obese masse di niente comandate dall'orologio.
Proseguo nel mio percorso all'interno del supermarket e nella mia disquisizione, trovando il carrelo d'accordo con me su molti punti, nonostante il suo apparente scetticismo. Poi mi fermo.
E' questa dunque, la risposta?
Qualche miliardo di anni per arrivare a questo? Grassi, semiglabri, bianchi, spenti, in collisione come iceberg, macchinine a scontro? Abbiamo incanalato energie per secoli per arrivare a questo? A dei cartelloni di 1m per 70cm che titolano "Da maggio torna il 3x2"?
Il fatto bislacco è che tutto dipende interamente da ME, dalla mia scelta di acquisto. Sono io che decido se tutto quel da farsi, tutta quella fatica abbia avuto un senso o no (permettetemi una piccola parentesi sul passaggio di un culo dalle fattezze neoclassiche).
Ho in mano il loro futuro, la loro carriera, il leasing del loro fuoristrada, la ruota della bici del loro pargolo, il carbone del barbecue, i preservativi ritardanti, le tovaglie i cuscini la loro vacanza che aspettavano da anni ma sa com'è gli impegni non abbiamo mai un momento libero.
E' tutto mio.
E io scelgo che oggi per me state freschi. Satyagraha, resistenza passiva nonviolenta.
Non ho bisogno di niente di ciò che vedo qui, non compro, non voglio. Lascio il carrello. Subito. Mi appresto ad uscire con un bel sorriso firmato Colgate. Uscire, rifiutare gli opuscoli, i cd contraffatti da dita nero equatore, diventare nebbia inutile, essere tagliati fuori dal giro...
...va bè, almeno fino al prossimo tabaccaio cazzo.>>














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